Confettura di piccole prugne selvatiche

Preparare qualche vasetto di confettura di piccole prugne selvatiche è una delle cose belle dell’estate, non c’è dubbio.

Non ho mai visto il giardino del fidanzato di mia cugina Chiara, ma lo immagino più o meno come il giardino dell’Eden: una sconfinata distesa di verdi prati costellati da un illimitato numero di maestosi alberi carichi di fiori e frutti.
Dev’essere così per forza, dato che qualche mese fa mi è stata gentilmente donata una borsa piena di nespole (di cui ho gustato il frutto e, con i noccioli, prodotto litri e litri di nespolino ), al ritorno dalle vacanze mi sono stati recapitati diversi Kg di piccolissime e dolcissime prugne e, se la stagione procede senza troppi scombussolamenti climatici, tra poco dovrebbero arrivare anche giganteschi melograni e, ancora più in là, chissà quante cassette di cachi. Tutto ciò giunge dritto dritto da quello che io immagino essere una sorta di paradiso.
Ringraziando quindi Guido e il suo rigoglioso e generoso giardino, torniamo ora alla ricetta.
Già, perchè con tutti quei Kg di piccoli frutti l’idea di una bella confettura è venuta da sè.
Considerando poi che le vacanze sono trascorse, l’estate inizia a proiettare ombre che si allungano verso la fine della stagione e magari anche l’azzurro del cielo lascia il posto ad un’imbronciata nuvolaglia, preparare confetture o marmellate con frutti che hanno raccolto tutto il sole estivo diventa, almeno per me, quasi un imperativo categorico.
Ebbene sì, confesso che questo “gioco”, nonostante richieda un po’ di tempo, mi diverte sempre tantissimo, così come nelle settimane successive aprirò con massima soddisfazione i vasetti contenenti ciò che ho preparato con cura,  pazienza… e frutta davvero buona!

D’accordo, basta così! Eccovi la ricetta:

Ingredienti:
500 g di prugne selvatiche (il peso si riferisce alla frutta già pulita e denocciolata)
300 g di fruttosio

Scegliete i frutti migliori, togliete loro i piccioli, lavateli e quindi denocciolateli tagliando il frutto in due. Pesateli per assicurarvi di avere la giusta quantità.
Mettete la frutta in una casseruola  dai bordi alti e aggiungete il fruttosio.
Mettete sulla fiamma e fate cuocere a fuoco medio/basso per almeno un paio d’ore mescolando di tanto in tanto.
Sterilizzate i vasetti e i rispettivi tappi.
Quando la confettura avrà raggiunto la consistenza che desiderate (a me piace abbastanza densa e compatta) spegnete il fuoco e versatela nei vasetti che avrete precedentemente preparato.
Chiudete quindi i vasetti e metteteli (ancora con la confettura calda) in forno già caldo a 125° per  25 minuti.

Francine

Marmellata di prugne selvatiche

SUGGERIMENTI:

– Evitate ASSOLUTAMENTE i frutti che presentino ammaccature o anche solo il minimo accenno di muffa.
–  Scegliete una casseruola con un rivestimento in Teflon, in modo da ridurre al minimo il rischio di bruciare la marmellata durante la cottura.
– Per la sterilizzazione dei vasetti seguite questo procedimento: lavateli e asciugateli accuratamente, metteteli (vuoti) in forno a 125° per 25 minuti. Lasiateli raffreddare.

NB. La scelta di usare il termine “confettura” invece del più comune “marmellata” non è casuale. Con il termine “marmellata” ci si riferisce esclusivamente alle preparazioni che prevedono l’utilizzo di agrumi, mentre per “confettura” si intende una preparazione in cui sia stato utilizzato un tipo qualsiasi di frutta (agrumi esclusi, ovviamente).

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